giovedì 20 ottobre 2011

Quatrième jour à Paris - Macarons Cous Cous

La visita al Musée d'Orsay non può mancare (ci siamo fatti mancare il Louvre, ma non si può avere tutto nella vita). Mi sono fermata in adorazione dei Nabis, gruppo pittorico alle volte trascurato ingiustamente. Le strade dietro la Gare d'Orsay sono bellissime: Rue du Bac, Rue de Lille, Rue de l'Université, Rue Jacob...e poi l'angolo di Parigi che preferisco in assoluto: Place Furstemberg, silenziosa, appartata, con le radici degli alberi della piazza che ormai stanno sollevando il marciapiede.
Allora, cos'è questa moda dei Macarons. Si riproducono in maniera esponenziale fra i blog: sarà perché sono graziosi, colorati con tonalità pastello, terribilmente caramellosi, insomma, non mancano mai nei viaggi a Parigi delle blogger, anche l'insalata bionda si fa fotografare da Ladurée. Già, perché se proprio vuoi mangiare dei Macarons e fare tendenza devi far vedere lo stemma argentato della migliore pasticceria di Parigi specializzata in Macarons.
Perché? Qual'è il loro segreto? Sono a Parigi più o meno una volta l'anno e non ne ho mai mangiato uno. Ho mangiato croissant, pain au chocolat, pain au lait, pain au resin, palmier, tarte aux framboises, crepes, ma mai un coloratissimo Macaron.
Allora siccome questo blog non vuole certo essere da meno e vuole fare tendenza ho compiuto la prova dei Macarons di Ladurée (confesso che inizialmente l'idea era nata per sconfessare un mito).
Niente scatolina dalle tonalità pastello e col marchio argentato per me, ma un sacchetto in carta molto proletario.
E signore e signori il macaron ha superato la prova! Mi converto, io miscredente della pasticceria francese più fashion del momento! Mai più guarderò scettica questi biscotti di meringa dal ripieno cremoso! Al Cassis, alla cioccolata del Venezuela, alla rosa, alla violetta, alla crema al limone e timo, al pistacchio!
Dopo un pranzo a base di quiche nel giardinetto dietro la chiesa di Saint Germain des Près abbiamo preso la metropolitana fino al Jardin des Plantes.
Hanno restaurato da poco le vecchie serre. 
Le Jardin des Plantes con il suo zoo, le serre, la Grande Galerie de l'Evolution, il Museo di Paleontologia, il Museo di Mineralogia e il Museo di Entomologia e con tutte le attività interattive per bambini sembrerà per l'appunto un luogo per famiglie (così com'è effettivamente), quindi per dei 20-30enni un posto da evitare. Invece è un posto rilassnte, il giardino è bellissimo e soprattutto i musei trasudano l'aria che si respirava nell'800.
Come direbbe Augias nel libro I segreti di Parigi si tratta di Musei al quadrato, musei per ciò che espongono e musei per come lo espongono, così come lo esponevano nell'800.
E nella luce bassa della Grande Galerie de l'Evolution, fra gli occhi vitrei degli animali come non pensare alle avventure di Adèle Blanc-Sec disegnate dal fumettista Tardi.
Accanto al Jardin des plantes, in Rue Geoffroy Saint Hilaire, si trova la moschea di Parigi, un altro posto da non perdere.
Col bel tempo il piccolo cortile interno con gli oleandri, la fontana dalle mattonelle azzurre, i tavolini a intarsi blu, si riempie di persone che prendono il tè alla menta, leggono, scrivono, fanno una pausa in compagnia.
Nella Moschea c'è la possibilità di fare l'hammam e c'è anche un ristorante dove mangiare degli abbondanti cous cous.
Così è Parigi: la pasticceria raffinatissima di Ladurée al limite della chimica per la precisione con cui deve esser fatta una meringa e il cous cous del Magreb profumato di spezie, la cena preferita dei Malaussène nei romanzi di Pennac.

Questa zona di Parigi è molto vicina al quartiere latino, è facile risalire per Rue Lacépède e incrociare la vivacissima Rue Mouffetard dove la mattina c'è il mercato e la sera c'è l'ora dell'apéro! Poi per finire è bello perdersi nelle stradine che circondano il Pantheon.

13 commenti:

  1. ahhhh..scusa eh ma l'insalata bionda é il top! :D non é molto dolce ma la tua capacitá di raccontare le storie don ironia e quel che di pizzico é stupendo! io adoro le macaroon, ma secondo me le blogger secche che le fotografano mica ne mangiano piú di mezzo. sembrano piuttosto caloriche! ;D vorrei tanto tornare a parigi, non ci vado da anni

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  2. ogni volta che leggo questi post mi viene la irrefrenabile voglia di prendere e partire per la ville lumiere...splendido racconto!!

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  3. Adoro i pasticcini della sala da tè della Moschea di Parigi, e anche l'hammam della Moschea (che ho sperimentato una volta, qualche anno fa) è un'esperienza niente male... anche se un po' "rustica" rispetto all'hammam che si fa negli hotel!
    La prossima volta che vai assaggia i macarons di Pierre Hermé: non c'è paragone!
    Baci :-***

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  4. Bello davvero il resoconto ed il Jardin des plantes...!!! Per quanto riguarda i macarons io rimango diffidente....preferisco croissant e pain au chocolat....ma va bene lo stesso, no????

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  5. Io ho assaggiato i macaron di una normale pasticceria e sono rimasta molto delusa...ma, non convinta, mi sono trascinata da laduree l'ultimo giorno e ho trovato quei macaron deliziosi! Ma una cosa davvero tipica e molto buona che ho assaggiato è stato le pain perdu (spero si scriva così), una vecchia ricetta dei "poveri"...pane raffermo inzuppato nel latte per ammorbidirlo, poi nelle uova e nello zucchero e infine girato in padella!
    veramente ottimo! cucinato dalla mia amica parigina doc Jeanne!
    assaggiatelo la prochaine fois!
    sempre bravissima isa!

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  6. Ciao,
    di macarons da noi non se ne parla più! mi evocano corse in pronto soccorso.....mia figlia (probabilmente un intolleranza ad un ingrediente).... mamma mia che spavento ! ma ti confesso che non li trovo così eccezionali, decisamente il clamore della pubblicità dei blog li ha fatti diventare " il biscotto dei desideri" ma onestamente ci sono dei biscottini molto , ma molto più buoni.
    Bellissime le descrizioni di una Parigi , un po' al di fuori dei soliti percorsi turistici.

    Buona giornata

    ave

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  7. Questa puntata è semplicemente stupenda: 1) Place Furstemberg è un mio chiodo fisso da quando qualche anno fa lessi un articolo di Pietro Calabrese in cui ricordava come luogo più bello dei suoi anni a Parigi proprio questa piazza defilata; 2) i macaron secondo me sono diventati un oggetto di culto perché sono oggettivamente molto carini e fotogenici, poi sicuramente anche buoni, almeno nel caso di Ladurée, per quanto anch'io sapevo che gli intenditori considerano quelli di Pierre Hermé di gran lunga superiori; 3) dopo questo post in cima alla lista dei luoghi in cui andare c'è Le Jardin des Plantes; 4) per finire, viva Pennac e i Malaussène!

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  8. Sono una "con le lacrime in tasca", come si dice dalle mie parti e non ho potuto fare a meno di commuovermi pensando al mio viaggietto a Parigi di 2 anni fa. Che meraviglia Parigi, o Pagiri come l'abbiamo soprannominata noi!
    Ti prego continua a raccontare.. sei bravissima

    Alice

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  9. Ecco, sul macaron, come ti ha già scritto la mia amica Biling debbo ammonirti anche io. Dopo attenti studi in materia (via diciamocelo, le blogger saranno anche fescion, ma non ci capiscono una cippalippa di buona cucina!) anche io son cascata nella trappola di Ladureè, ma posso affermare che non puoi dire di aver mangiato un macaron fino a che non sei stato da Pierre Hermè, vacci la prossima volta che torni, ne vale davvero la pena.
    Cacchiarola alla moschea ci volevo andare tantissimo, ma il tempo era poco e alla fine mi è toccato barattarla mi sa con Jim Morrison a Pere Lachaise. Sentendoti parlare di cous cous direi che ho fatto la cazzata.

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  10. @internodiciotto: Ma scherziamo: meringa alla mandorla con ripieno cremoso...una bomba, piccola piccola, graziosa e profumata, ma una bomba ;)
    @Lens & anything Else: Voli law cost ryanair...pensaci...in questo momento sono il diavoletto sulla tua spalla sinistra. Grazie :)
    @Bailing: Lo sapevo che una viaggiatrice come te non poteva che avere l'indirizzo giusto!
    @Girovaga: sono della tua opinione comunque: sono più sostanziosi e costano molto meno!
    @Anna: Anche io il giorno prima li avevo presi in una pasticceria e avevo urlato allo scandalo: schifo! Ma a quanto pare come dice Bailing c'è di meglio...dovremo sperimentare. Il pain perdu mi dice qualcosa....
    Grazie :)
    @The White Garbage: concordo! Grazie mille!
    @ElectroMode: esatto, sono fotogenici! Però alla lunga troppo gnegne. Ecco, ma allora sono proprio una novellina! Ci devo andare da Pierre Hermé.
    Viva i Malaussène, viva Pennac ;)
    @Alice: Wow, grazie mille. diciamo che proveremo a tenere lo studio universitario ancora un po' da parte per continuare a scrivere....cosa che non mi dispiace affatto!
    @Paola: Ahi! Comunque questo errore sarà rimediato col prossimo viaggio, lo giuro! Mai più supertrendy macarons di Ladurée.
    Sarà che sono una fan di cous cous, però a Parigi direi che è un must: almeno una cena a base di cous cous...poi se c'è lo scenario della moschea fa figo ;)

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  11. Simpatica esposizione letteraria e splendide foto!
    Complimenti!
    Un bacio!
    www.welovefur.com

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  12. Splendidi, splendidi scatti. Hai reso perfettamente il clima parigino. Ah, e i macarons, non si può non amarli. Sono deliziosi, belli, simpatici, colorati.

    Sara Ottavia C.

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  13. Di nuovo un interessantissimo riferimento cinematografico: nella prima foto Professeur Flipus, l'alter ego di Serge Gainsbourg nel film Gainsbourg, vie héroïque ;D

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