martedì 29 aprile 2014

Memorie di un pelo indomito

(foto di Arvida Bystrom)

Ho resistito fino al terzo anno di liceo senza toccare un solo pelo delle mie ascelle.
Ricordo i primi campeggi, io, due amiche e il solito gruppo di ragazzi con problemi comunicativi relazionali: non sono bambini, non sono uomini. Invece le amiche sembrano avere le idee ben chiare. Anche sul fatto che le mie ascelle non si possono vedere. Quando mi sdraio sull'asciugamano, la pancia schiacciata sulla sabbia grigia di quella che probabilmente in inverno era la foce di un canale melmoso, e giro il collo, il naso quasi sotto le ascelle, e apro gli occhi davanti a tutti quei fili neri e folti, ecco, allora mi sento in imbarazzo, incrocio lo sguardo delle mie amiche e sento il desiderio di coprirmi oppure di lasciare le braccia incollate ai fianchi. Poi giro il collo dall'altra parte e vedo i ragazzi, i petti magri e ricurvi, i peli appena accennati, dei bambini con un po' di barba e mi sento quasi orgogliosa, sono tutta natura, sono diversa e non me ne importa nulla e neppure a loro sembra importare nulla.

(foto di Arvida Bystrom)

sabato 29 marzo 2014

Dietro ogni grande fotografo c'è un grande gatto

Nell'intimità del suo studio, della sua cucina, della sua camera da letto, in un momento di riposo, lontano dalla strada, dagli scatti rubati, dai grandi eventi o dalle tematiche sociali, stanco e forse annoiato, oppure invece ispirato e determinato, il grande fotografo prima o poi vivrà quell'attimo folgorante in cui il suo gatto passerà accanto ai suoi provini, in una striscia di sole che filtra dalla finestra (magnifici contrasti!), si accocolerà formando curve e linee dolci e simboliche, momenti rubati alla quotidianeità e sì, scatterà una foto.
Walker Evans ci regala sei scatti del suo gatto: gatto sullo sgabello che guarda tristemente nell'obiettivo, gatto nella luce, gatto che fa le smorfie davanti al suo pasto, ma quello che preferisco è gatto nel lavandino. Come la grande opera del maestro dello stile documentario queste foto sono apprezzabili per la grande oggettività e la nitidezza del medio formato.
Questo è Zizi il gatto di Jacques Henry Lartigue. Come in molti altri scatti il fotografo si diverte qui a immortalare l'estremo dinamismo del suo cucciolo Zizi. Resta quel gusto di Lartigue a ricercare sempre la sorpresa, lo stupore giocoso, la gioia di vivere.
Josef Koudelka, amante dei forti contrasti, ci regala qui uno scatto rubato del suo gatto, rabbuiato e nero come molti suoi scatti.
Qui apprezzabile il gioco di ombre e pensare che la seconda è del grandissimo Henri Cartier Bresson. A Martine Franck, seconda moglie del fotografo, sono sempre piaciuti i gatti.
Il gatto di Edouard Boubat.
Gatto piccione e bambino di Robert Doisneau.
Gioco fra realtà e rappresentazione con questo gatto che esce dalla cornice di Edward Weston. Edward Weston era un gattaro, ha anche illustrato con le sue fotografie il libro The Cats of Wildcat Hill, libro dedicato alla comunità felina che ha deciso di convivere col grande maestro.
Forse però più significativa dell'opera del maestro e questa seconda foto, dove appare la maestria nella composizione di nature morte o quasi.
Ma il maestro della fotografia felina è sicuramente Nabuyoshi Araki (se digitate Nabuyoshi Araki su google image come ricerca correlata c'è Nabuyoshi Araki cat) con questa mise en abime del proprio amico a quattro zampe.
E mi ricorda tanto la fotografia di Marzia Pellegrino di cui ci parla spesso Er Pips (vedere il video linkato) .

Per approfondire potete visitare Artist and Kitties.

sabato 8 febbraio 2014

Del desiderio di un enciclopedia umana - August Sander e Zoltàn Jòkay

August Sander (1876-1964) inizia nel 1925 a catalogare tipi umani in una grande raccolta, Menschen des 20. Jahrhunderts (Gli uomini del ventesimo secolo), che comprende foto che vanno dal 1892 al 1954.
Zoltàn Jòkay nel 1989 dopo la caduta del muro di Berlino parte per la Germania dell'Est portandosi con sé solo la macchina fotografica e un sacco a pelo.


martedì 14 gennaio 2014

NOZZE COI FICHI SECCHI


E con grande piacere che annuncio alla piccola cerchia di persone che frequentano questo blog che ha fatto il suo debutto su internet Nozze coi fichi secchi, blog di cucina di mia cugina (vi avevo già parlato delle sue doti culinarie in questo post).
Sarà un blog profumato di biscotti dove trovare le istruzioni per riuscire a fare delle nozze coi fichi secchi, ovvero mangiare bene con una tavola in festa tutti i giorni dell'anno. Ma per capire meglio la filosofia culinaria di mia cugina v'invito a leggere il suo primo post.